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Mafia e società odierna
Inviato da : admin Venerdì, 11 Ottobre 2013 - 19:40
Mafia e società odierna
30 Maggio ore 9.30, appuntamento in aula magna dell’Istituto «U. Ciancarelli» di Rieti per tirare le somme del progetto «Le mafie di Dentro» realizzato dall’associazione «Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie» in otto classi di tre istituti superiori della città (U. Ciancarelli, L. di Savoia e N. Strimpelli) per un totale di circa 100 studenti coinvolti.


È la dirigente dei tre istituti, Maria Rita Pitoni, ad aprire la giornata con questi dati: «secondo quanto emerge dalla settima rivelazione sulla percezione mafiosa condotta dal Centro Pio La Torre di Palermo, che ha coinvolto quasi 2.000 studenti delle scuole medie superiori italiane partecipanti al progetto educativo antimafia promosso dallo stesso Centro, la mafia è più forte dello stato e la colpa è della politica se ancora non si riesce a sconfiggere “cosa nostra”. Ne è convinto quasi il 50% dei giovani. Per il 45% degli studenti la mafia non potrà essere definitivamente sconfitta e per oltre il 94% la criminalità organizzata ha un rapporto molto o abbastanza forte con la politica».
Uniche soluzioni possibili ed auspicabili, continua la Pitoni, sono investire nella cultura, perché la mafia attecchisce difficilmente dove c’è conoscenza e consapevolezza, ed investire sul futuro dei giovani a partire dall’occupazione.
La scuola è quindi chiamata in causa per l’attuazione della prima soluzione indicata mentre il governo, compreso quello locale con il Comune di Rieti tra l’altro partner del progetto, per l’attuazione della seconda.
Ma l’altra possibilità è che il cambiamento, prima di tutto, parta dal singolo. Ciascuno di noi dovrebbe sentirsi responsabile della società in cui vive ed essere protagonista attivo di un futuro che cammini sui binari della legalità, del rispetto del prossimo e della tutela dei diritti dei più deboli.
Riflettendo e facendo riflettere su questo concetto, l’associazione ha coinvolto i ragazzi in un percorso che li ha portati prima di tutto a conoscere la propria città individuandone i rischi ma soprattutto le opportunità quali la presenza di spazi culturali, spazi per la socializzazione, per l’espressione della creatività, delle proprie idee, spazi per il confronto, per la partecipazione e la cittadinanza attiva. Tutte armi già a nostra disposizione per combattere il pericolo di infiltrazione mafiosa che vanno difese e rafforzate.
Alla fine di questo «viaggio» i ragazzi, con una nuova coscienza, hanno presentato concrete proposte all’amministrazione comunale chiedendole di impegnarsi a trasformare le potenzialità della città di Rieti in reali opportunità.
L’auspicio, come sempre alla fine di un buon progetto, è che non rimanga lettera morta; è che la consapevolezza acquisita dai 100 giovani coinvolti esca dalle mura della scuola e contamini parenti, amici, vicini diffondendosi a macchia d’olio su tutto il territorio.
Francesca Curini
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