Orizzonti ieri, oggi e domani | Home | News | Cerca | Web Links | Raccomandaci | Invia News 
24 Giu 2017   22:38
Il giornale dell'Amministrazione Beni Civici di Vazia
Menu principale
On-line

Ci sono 2 visitatori e
0 utenti on-line

Sei un utente non registrato. Puoi loggarti qui.

Login

 Nickname

 Password

 Ricordami


Lingue

Scegli la lingua:

Ancora una volta sugli OGM
Inviato da : admin Sabato, 09 Novembre 2013 - 17:58
Ancora una volta sugli OGM
Si parla spesso di OGM, ma cosa sono? Sono esseri viventi che possiedono un patrimonio genetico modificato tramite tecniche di ingegneria genetica. 

Il primo OGM moderno fu ottenuto nel 1973 da due ricercatori statunitensi con la clonazione di un gene di rana, poi, via via il programma si è ampliato soprattutto in agricoltura dando speranza al mondo per l’abbattimento della fame; infatti, avendo stimato che per il 2030 la popolazione mondiale salirà a circa otto miliardi,  diventa essenziale aumentare la produzione e migliorare le tecniche di conservazione del cibo necessario al mantenimento di tutti.
E come sarà possibile ciò se attualmente l’agricoltura tradizionale non riesce a dare cibo sufficiente, almeno nei paesi sottosviluppati ? Quando almeno la metà dei 12 milioni di bambini ogni anno muoiono prima del compimento del quinto anno di vita per denutrizione, ma soprattutto per mancanza, nel loro scarso cibo, di mi-cronutrienti essenziali, specialmente  vitamina A e ferro? Come potrà l’agricoltura tradizionale affrontare la guerra alla fame se non deciderà di utilizzare l’ingegneria genetica, la biotec-nologia che, sola, consente di ottenere vegetali poco deperibili ma con apporti nutritivi aumentati nella direzione che più aggrada e resistenti all’attacco di agenti esterni non desiderati?
In Africa le piantagioni di riso sono devastate da virus Rymv, contro il quale i metodi tradizionali hanno registrato solo fallimenti. Soltanto l’ingegneria genetica è in grado di soddisfare queste esigenze fornendo riso ricco di pro-vitamina A e ferro e resistente al virus Rymv e questo non vale soltanto per il riso africano bensì ha una valenza di carattere generale, cioè ovunque si cerchi una risposta qualificata alle perdite di raccolto causata da attacchi di parassiti e funghi, per malattie, terreni eccessivamente salini, siccità o gelate.
Anche l’ex Ministro e medico Cor-rado Clini ha affermato che gli OGM sono utili, ma in realtà essi sono anche non solo necessari, bensì rappresentano la tecnologia agricola più sicura e più rispettosa dell’ambiente che attualmente abbiamo a disposizione. Non a caso gli Stati Uniti, il Canada, la Cina, l’India e molti altri Paesi per un totale di più di 3 miliardi di persone, coltivano ed utilizzano piante geneticamente modificate, cioè OGM, smentendo clamorosamente la gran parte dell’opinione pubblica italiana che è stata convinta, da fraudolente campagne di associazioni cosiddette ambientaliste, a credere che l’inserimento di un gene nel Dna di una pianta sia di per sé un inaccettabile rischio.
La Scienza, infatti, ha dimostrato che questa nuova tecnologia comporta, in sé, meno rischi per la salute e per l’ambiente, dell’agricoltura tradizionale e di quella biologica. L’agricoltura, infatti, non è natura, ma il suo prodotto è il risultato artificiale di modificazioni genetiche inconsapevoli, incontrollate su centinaia di geni, operate con l’incrocio e con la mutagenesi indotta da agenti fisici o chimici, mentre l’ingegneria genetica modifica, in modo controllato e consapevole, soltanto pochi geni, ovvero, per dare un’immagine di più sicuro impatto, dove l’agricoltura tradizionale usa il cannone ed a caso, l’ingegneria genetica usa il bisturi.
È stato detto dal Ministro responsabile (?) del Governo Italiano che l’accettazione da parte dell’Italia delle norme di salvaguardia della UE di poter vietare la coltivazione di colture transgeniche per motivi di tutela della salute e dell’ambiente è una cosa buona perché l’agricoltura italiana non ha bisogno degli OGM, mentre bisogna confrontarsi con le eccellenze offerte dal nostro Paese che danno lustro al made in Italy.
 Peccato che le nostre eccellenze abbiano poche speranze di sopravvivenza alle condizioni attuali come è stato per il pomodoro San Marzano oggi praticamente scomparso, visto che rappresenta meno dell’1% della produzione della Campania, mentre, prima che fosse distrutto da un virus, rappresentava il 20% oppure come il riso Carnaroli, il più pregiato dei risi italiani, il cui raccolto è decurtato di un 25% a causa di un fungo che attacca foglie e pannocchie e subirà la sorte del san Marzano se non si inserirà un gene resistente al fungo per garantire un aumento di produttività.
In definitiva bisogna sfatare l’errata convinzione che esistano prodotti agricoli che si sono tramandati incon-taminati da secoli, mentre in realtà non esiste alcun prodotto coltivato, dal grano al riso, dalle carote alle cipolle che non sia il risultato di mutamenti genetici avvenuti spontaneamente o per intervento umano attraverso la selezione dei semi o con gli incroci.
Per quanto riguarda il pomodoro San Marzano, nel 1990 era stato sperimentato in campo un San Marzano ogm che resisteva al virus , per cui si sarebbe potuto salvare un’eccellenza italiana, invece nel 1999 è arrivato il divieto di coltivazione ed addio al «made in italy».
di Leonida Carrozzoni
Stampa la pagina Invia l'articolo ad un amico
 
Link correlati
· per saperne di più su n. 3/13 ORIZZONTI
· News da admin

Articolo più letto su n. 3/13 ORIZZONTI:
La Montagna di tutti

Vota l'articolo
Questo articolo non è stato votato