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Nuova legge della giustizia civile
Inviato da : admin Domenica, 14 Dicembre 2014 - 19:00
Nuova legge della giustizia civile
La nuova legge sulla riforma della giustizia civile è stata definitivamente approvata; essa apporterà sostanziali modifiche non solo al processo esecutivo, per cui  le azioni di recupero del credito saranno più snelle ed efficaci, ma anche al processo civile in generale.


Lo scopo che la nuova legge  si prefigge di raggiungere è  molto importante e  meritevole dei migliori giudizi, in quanto tende a ridurre al minimo il contenzioso civile.
Infatti, contrariamente a quanto previsto dalle precedenti normative , sarà obbligatorio per i futuri litiganti, tentare la così detta convenzione di negoziazione assistita, ovverosia, prima di iniziare una causa sarà necessario  interpellare la parte avversaria per trovare una soluzione amichevole di composizione della questione e della lite.
Recita testualmente l’articolo due del decreto legge 13 settembre 2014: «La convenzione di nego-ziazione assistita da un avvocato è un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati iscritti all’albo anche ai sensi dell’art. 6 del decreto legislativo 2.2.2011 n. 96».
La convenzione deve precisare: a) il termine concordato dalle parti per l’espletamento della procedura, in ogni caso non inferiore ad un mese; b) l’oggetto della controversia  che non deve riguardare diritti indisponibili. La convenzione è conclusa per un periodo di tempo determinato dalle parti, fermo restando il termine di cui al comma 2 lettera a) di cui sopra e cioè entro 30 gg.
La convenzione di negoziazione è redatta, a pena di nullità in forma scritta.
La convenzione è conclusa con l’assistenza di un avvocato.
Gli avvocati certificano l’auto-grafia delle sottoscrizioni apposte alla convenzione sotto la propria responsabilità professionale.
È dovere deontologico degli avvocati informare il cliente all’atto del conferimento dell’incarico della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita.
L’articolo tre della indicata legge aggiunge:
1)    Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa ad una controversia in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti deve, tramite il suo avvocato, invitare l’altra parte a stipulare una convenzione di negoziazione assistita . Allo stesso modo deve procedere chi intende proporre in giudizio una domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro
2)    L’esperimento del procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda giudiziale: e cioè, non si può promuovere una causa in Tribunale se prima non si tenta di risolvere la lite fuori dalle aule di esso  e con ciò si riducono le cause da promuovere!
3)    Non per tutte le cause è obbligatoria la convenzione di negozia-zione assistita.
4)    Infatti, sono esclusi:
a)    I procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione ad essa;
b)    I procedimenti di consulenza preventiva ;
c)    I procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata;
d)    I procedimenti in camera di consiglio;
e)    Le azioni civili esercitate nel processo penale.
La riforma della giustizia civile si occupa anche dei procedimenti attualmente pendenti innanzi alle varie giurisdizioni, come i Tribunali, le Corti di Appello, la suprema Corte di Cassazione etc.
Infatti, l’articolo uno del D. L. n° 132 del 12.09.2014 testualmente dispone: Nelle cause civili dinanzi al Tribunale o in grado di appello pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, che non hanno ad oggetto diritti indisponibili e che non vertono in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale, nelle quali la causa non è stata assunta in decisione, le parti, con istanza congiunta, possono chiedere di promuovere un procedimento arbitrale a norma delle disposizioni contenute nel codice di procedura civile.
In definitiva, per le questioni non portate ancora innanzi al Giudice bisogna tentare la convenzione della negoziazione assistita; per le cause iniziate bisogna percorrere la strada dell’arbitrato.
È di tutta evidenza che i tempi per definire le questioni tra cittadini dipende anche dalla comprensione, buona fede e dalle intenzioni degli stessi e, nel loro interesse, il vecchio adagio «meglio una soddisfacente transazione oggi che una causa vinta, domani» è proprio calzante, a meno che non si preferisca  l’altro  detto popolare che dice «la causa, ovviamente per gli avvocati, più pende e più rende».
Senza tener conto delle spese processuali per promuovere una causa che sono notevolmente aumentate.
Il consiglio utile da dare ai lettori è quello di realizzare sempre una convenzione di negoziazione assistita oppure una mediazione piuttosto che promuovere una causa: lo consiglia contro i propri interessi chi scrive che appunto esercita la professione da oltre quaranta cinque anni.
 I dati statistici, però, pubblicati in questi giorni, ammoniscono che solo il dieci per cento delle mediazioni vanno a conclusione e si perfezionano.
L’ADUSBEF di Rieti, sita in Via Cintia 10, augura ed invia  a tutti i concittadini per le prossime festività natalizie questo messaggio per tutti coloro che hanno rapporti di conto corrente con apertura di credito e contratti di mutuo in essere cogli istituti di credito:  tutti i Tribunale d’Italia sono concordi nel ritenere che vengono applicati interessi anatocistici per legge non dovuti e talvolta viene anche violata la legge sull’usura.
Le somme indebitamente pagate e da recuperare sono notevoli ed ingenti.
Rivolgetevi fiduciosi al-l’ADUSBEF; il primo contatto è gratuito.

Rieti 12.11.2014     
Rubrica legale a cura dell’avv. Augusto Principi
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