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Burocrazia
Inviato da : admin Domenica, 14 Dicembre 2014 - 19:46
Burocrazia: una giungla inesplicabile
La ridondanza,  è un sostantivo femminile che sta a indicare, delineare, esplicare e mostrare la ripetizione, riproposizione e riutilizzo (solitamente inutile, privo di utilità, futile) di informazioni sottintese, ovvie o addirittura già dette.
Ogni giorno nella giungla della burocrazia Italiana questa semplice parola, sovrasta e regna padrona, rendendoci la vita impossibile.
Il caos in cui viviamo, la frenesia spesso non ci fa riflettere, ma immaginiamo di voler costruire una piccola abitazione.


Chi si è imbattuto in tale avventura, avrà notato che esiste un ufficio urbanistica in Comune che si occuperà del progetto.
Allo stesso tempo la medesima cosa dovrà essere valutata da Genio Civile ( da bambino immaginavo questa entità un po’ come il genio della lampada di Aladino, ma di Geniale, il Genio Civile non ha nulla ).
Il Comune ti chiede spesso oneri anticipati ed altrettanto spesso il Genio Civile ti boccia il Progetto perché nella colonna a nord est manca un pezzettino di filo di ferro.
Ora sicuramente sto bana-lizzando la questione, ma per chi ha vissuto il terremoto a L’Aquila e sa quanto impotente è l’uomo ed il calcolo ingeneristico nei confronti della natura, è chiaro che alcuni puntigli appaiono imbarazzanti.
Dopo alterne vicende superiamo la sfida ed il nostro progetto viene approvato (sempre che al tecnico di turno in Comune la finestra del bagno o la porta principale vadano bene).
Ora inizia il vero calvario.
Immaginiamo per un attimo di abitare alla Foresta, quella vera però non la Foresta vicino Rieti.
La fogna lì non è presente, quindi siamo obbligati a trovare una soluzione seria ed efficace per depurare al meglio il prodotto degli scarichi domestici.
Esistono numerosi Enti che, permettetemi ironicamente si occupano del nostro water, ma ognuno ha un modo diverso di approcciare il problema, sanzionando quello dell’altro Ente.
C’è chi vuole il pozzo a tenuta stagna, chi la microfiltrazione sotterranea, chi il depuratore ecc, ecc, ecc.
Almeno tre realtà diverse sono deputate a dettare legge sul nostro water e altrettante sono le micro-realtà incaricate (rientrano nella famosa definizione di «Enti intili» che tanto piace ai nostri Governanti in periodi di magra o di spendine review), a dover anche loro ficcare il naso nel water.
Questo è solo un piccolo assaggio.
Immagino che tutti voi andiate in giro e abbiate notato numerose macchinine con su scritto il nome del corpo di pubblica sicurezza di moda nella città o nel piccolo Comune o nel Paesetto dove viviamo; un numero incessante di veicoli che toglie risorse hai Veri Tutori della Legge.
Vogliamo dire qualcosa sulle Comunità Montane, quello strano Ente che avrebbe dovuto valorizzare il territorio, ma che non ha mai fatto questo?
Beh io conosco numerose persone che lavoravano lì, ma alla domanda cosa fa il tuo Ufficio,  la risposta è stata spesso infantile… elementare… ermetica… criptica.
Il carrozzone dell’evidenza prosegue nell’andirivieni di ruoli ed incarichi rimpallati tra Province e Regioni, dove schiere, anzi orde di portaborse, sottosegretari, consiglieri, assessori, si alternano in uno scarico di competenze reciproche dove nessuno ha una colpa.
Alcuni Enti poi non sono esempi edificanti… ricorderete che sicuramente la penultima e terzultima Giunta della Regione Lazio… festini una e perversione l’altra.
Giochi fatti da persone che possiedono e bramano potere e noi come pecore, umili vassalli del sistema obbediamo o ci vendiamo al sistema anche noi.
Dovremmo tornare allo spirito della Carta costituzionale laddove questa parla espressamente del fatto che questi enti territoriali dovrebbero avere come compito principale quello della programmazione e pianificazione. Non certo quello della gestione di risorse.
La Costituzione non voleva farne dei mini-Stati. E invece questo sono diventate col tempo le Regioni. E spesso le funzioni si raddoppiano perché lo Stato mantiene molte delle prerogative amministrative anche nei settori gestiti dalle Regioni, con conseguente spreco di risorse.
In realtà altro nodo importante, l’accorpamento delle Province non produrrà risparmi a tempi brevi, anzi conoscendo la macchina pubblica subito creerà un aumento delle spese. E disservizi. Anche le unioni dei Comuni, nonostante siano sostenute dai più, non hanno dimostrato ad oggi di portare veri risparmi. Calcolando i finanziamenti che le sorreggono, direi che fino ad oggi i costi sono stati maggiori.
La semplificazione burocratica è oltremodo necessaria ma non può che partire dall’avere un unico riferimento legislativo.
Nello stato attuale, si ha:
U.E.
Stato
Regione
Provincia
Comune.
Le Regioni sono diventate vere e proprie «Autorità» che hanno appensantito i costi del Sistema Italia introducendo tra l’altro mille norme/emendamendi che spesso sono in contrasto con normative Nazionali con conseguenti vuoti normativi, sentenze Tar etc.
Un esempio paradossale, la legislazione turistica è materia esclusivamente Regionale, ciò comporta che la classificazione delle stelle degli Hotel sia gestita dalla Regione stessa. Risultato? un quattro stelle in Sicilia non è un 4 stelle in Lombardia. Si può?
Le normative di agibilità, permessi etc. cambiano da Regione a Regione come le modulistiche, i documenti da presentare etc.
In materia di Rifiuti quello che è possibile conferire in discarica in un comune è diverso da quello del Comune accanto.
I poteri regionali hanno reso impossibile la vita per le aziende e per i cittadini vista l’assoluta mancanza di uniformità legislativa.
Soluzione?! Ditemela voi, sono tre Governi che non sono eletti dal Popolo e parliamo ancora di Democrazia ?
Riflettiamo e ascoltiamo chi parla prima di votarlo e non vendiamogli l’anima per un lampione.
di Fabrizio Salvati
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