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Regolamenti e competenze degli Usi Civici di Vazia
Inviato da : admin Martedì, 27 Giugno 2006 - 15:36
I Diritti non si toccano
Regolamenti e competenze degli Usi Civici di Vazia
Uno degli usi civici gestito dalla Amministrazione dei Beni Civici di Vazia è quello relativo al pascolo del bestiame dei naturali nel territorio di competenza, vale a dire quello del cessato Comune di Lugnano di Villa Troiana, oggi frazione di Vazia.
Il diritto di uso civico di pascolo nel Comune di Lugnano risale ai tempi in cui il Comune non esisteva ed il territorio faceva parte del Regno delle Due Sicilie, quando, nei territori di confine con lo Stato Pontificio, il «principe», per garantire la presenza costante di nuclei familiari, consentiva che nei suoi terreni coloro che vi si installavano stabilmente, potessero usufruire dei terreni stessi per coltivarli, per pascolarvi il bestiame, per raccogliere la legna necessaria al «focolare» domestico.


Costituitosi il Comune di Lugnano di Villa Troiana, fu necessario regolamentare l’uso del pascolo con un apposito «Regolamento» che approvato il 23 giugno 1895, fu poi modificato il 29 novembre 1905.
Quello che qui interessa è come, sin dagli inizi del secolo passato, veniva regolamentato l’uso civico di pascolo, e ciò per dare maggiore validità al Regolamento vigente oggi.
Come si legge nella deliberazione di approvazione del rinnovo del Regolamento del 1895, effettuata nel 1905, numerose contestazioni da parte dei residenti costrinsero il Consiglio Comunale a definire un nuovo Regolamento che consentiva «liberamente il pascolo del bestiame ai naturali del Comune nei luoghi all’uopo destinati» individuandoli con i nomi ancor oggi validi come «Colle Ilario», «Paghette», ecc.
Veniva poi stabilita la tassa annua cui era soggetto il bestiame, tassa che era certamente ben più onerosa della attuale: 5 Lire per «bovini e vaccini»; 5 Lire per «cavallini e mulini»; 0,75 Lire per «ovino»; prevedendo anche il pascolo per «suino» (Lire 1,75), «caprino» (Lire 2), «somarino» (Lire 3), con questo ben valutando il peso del danno che ciascuna specie animale a pascolo poteva portare ai pascoli medesimi.
Inoltre veniva stabilito che tutti i «detentori di bestiame» erano obbligati al versamento indistintamente «sia che usufruiscano o meno dei pascoli Comunali». Denuncie esatte, con multe salate per gli «infedeli» e per l’immissione «a pascolo (di) bestiame estraneo del Comune»; necessità di custodia continuativa di «persone capaci»; il pastore doveva avere più di 15 anni e non poteva «condurre più di 100 animali minuti»; il limite di pascolo per famiglia era di «10 animali vaccini 5 mulini e cavallini e somarini 20 suini, 100 ovini e 50 caprini»; non era ammessa l’immissione a pascolo di «un numero maggiore di quello già designato facendo figurare sotto qualsiasi pretesto un altro capo di famiglia»; il tutto debitamente sanzionato.
Nel 1919, il 3 agosto, il Consiglio Comunale deliberava un incremento della «tassa pascolo» portandola a «Lire sei per il cavallino e mulino; a Lire sei per il bovino e vaccino; a Lire una e centesimi cinquanta per l’ovino; a Lire due per il suino; a Lire due e centesimi venticinque per il caprino; a Lire quattro per il somarino».
Come si può verificare , le disposizioni dell’epoca erano ben più restrittive e costose delle attuali, anche se oggi, bisogna dire, il bestiame è di dimensioni e di natura molto più ridotta.
Guido Vio

    Questo diritto e gli altri oggi goduti, rischiano di venir meno per qualche migliaio di persone, per la abrogazione, con un colpo di spugna, da parte del Comune di Rieti, della storica Frazione di Vazia che è stata trasformata in «area urbana» per ragioni poco chiare.
L’Amministrazione dei Beni Civici peraltro si stà adoperando con ogni sforzo onde non vengano meno tutti i diritti storici acquisiti.
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