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Lugnano di Villa Troiana
Inviato da : admin Sabato, 22 Aprile 2006 - 00:00
Lugnano di Villa Troiana
Una proposta che anticipava i tempi di almeno 50 anni


Villa TroianaIn data 1° Gennaio 1919 il Sig. «Luigi Guglielmo Matteocci di Giuseppe» chiese al Comune di Lugnano di Villa Troiana «per se e per persona da nominare», «la concessione delle acque comunali della montagna per utilizzazione idroelettrica».
A fronte della concessione il Sig. Matteocci si impegnava a fornire gratuitamente al Comune:
1)    costruzione di fontane con acqua potabile nei centri abitati che ne sono sprovvisti;
2)    illuminazione elettrica pubblica nei centri abitati;
3)    costruzione di fontane alle sorgenti per abbeveraggio del bestiame.
L’ipotesi di lavoro del Sig. Matteocci era quella di «creare nel paese una forte sorgente di energia elettrica da sfruttarsi preferibilmente nel Comune».


Il giorno seguente, 2 gennaio 1919, il Consiglio Comunale, in seduta straordinaria, deliberava «la concessione delle acque comunali al Sig. Luigi Matteocci Guglielmo alle condizioni proposte» concedendo sei mesi di tempo per l’avvio del progetto e la stipula del relativo contratto.
La Sottoprefettura di Cittadu-cale il 13 Febbraio 1919, restituiva l’atto senza provvedimenti essendo lo stesso «assolutamente incompleto e indeterminato e mancante di progetti, di piani finanziari e di qualsiasi altra modalità». Il Sig. Matteocci nel Marzo 1919 veniva richiamato alle armi e in data 11 Marzo 1919, da Tripoli, chiedeva al Sindaco di tenere in sospeso la pratica della concessione delle acque, essendo in corso da parte sua la richiesta di una lunga licenza, peraltro «cosa non tanto facile di questi tempi». La nota viene dalla Regia Nave Campania di stanza a Tripoli (Libia).
Il 25 Maggio 1919 il Consiglio Comunale di Lugnano di Villa Troiana, delibera nuovamente la concessione delle acque in base anche ad uno schema di «compromesso» stipulato dal Sig. Matteocci, dove vengono meglio precisate le condizioni e norme della concessione, e da cui si rileva come le spese per la ricerca e per la captazione delle acque veniva sostenuta economicamente dal Sig. Matteocci e dove si evidenziava il costo di un eventuale intervento esterno per la illuminazione del paese, costo tanto rilevante da far dire al Sindaco «onde sarebbe davvero condannato alla eterna oscurità il nostro Comune, assolutamente impossibilitato a subire per la sua modesta potenzialità economica, le suddette onerose condizioni».
In data 8 giugno 1919, con termini abbreviati, veniva riproposta in seconda lettura l’atto deliberativo di concessione approvato dal Consiglio Comunale.
Da una nota della Sottopre-fettura di Cittaducale dell’11 novembre 1919, emerge che il Genio Civile è di parere che, data l’importanza della concessione, bisognerà che un funzionario faccia una visita sul luogo per poter deliberare in merito.
In data 7 dicembre 1919 il Sig Matteocci informava il Comune che, dopo aver eseguito vari studi relativi alle acque comunali e provveduto a ricerche in località più convenienti per la realizzazione degli scopi di cui al compromesso approvato il 25 maggio 1919, è risultato che, quantunque la quantità dell’acqua sia più che sufficiente per le fontane pubbliche e per fornire l’energia elettrica per l’illuminazione, il capitale da impiegare non verrebbe ammortizzato che in un periodo troppo lungo di tempo. Il Sig. Matteocci proponeva pertanto al Comune  la realizzazione di quanto previsto con il contributo del Comune di £. 210.000, somma comunque inferiore a quella richiesta a suo tempo per la sola illuminazione pubblica da altra Ditta.
È chiaro che l’impresa non ebbe seguito.
Siamo nel 1919, la prima guerra mondiale è appena terminata, è iniziata l’avventura libica, e le iniziative futuristiche, sia pure non realizzate, vengono comunque proposte a dimostrare che anche nei piccoli Comuni quale era quello di Lugnano di Villa Troiana, esistevano persone capaci di anticipare il futuro ed amministratori lungimi-ranti tesi al bene della popolazione amministrata.  
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