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I RUZZICHI E LA PASSATELLA
Inviato da : admin Mercoledì, 22 Novembre 2006 - 15:36
I RUZZICHI E LA PASSATELLA
le simpatiche dispute dei nostri nonni lungo fossi e strade sterrate

La ruzzica o, per dirlo alla maniera delle nostre parti, «i ruzzichi», è un gioco antico e praticato in tutta Italia. È impossibile determinarne le origini poiché esso viene tramandato ormai da innumerevoli generazioni con regole diverse tra zone e zone che però, in fondo,  si risolvono tutte in un’unica regola: compiere un percorso, con il minor numero di tiri, lanciando una sorta di ruota di legno: la ruzzica, appunto!
Nel nostro territorio c’erano parecchie zone dove praticare il gioco a patto che il percorso fosse sufficientemente impervio  per rendere più entusiasmante la sfida tra i diversi concorrenti.


Posti di gara erano il fosso della valle di Lisciano, la strada tra Madonna del Passo e Vazia e la strada che vien giù da Castelfranco.
Il signor Giovanni Faraglia ci ha raccontato che, appena finite le incombenze quotidiane, nel periodo primaverile, si correva tutti da Pietrone, il nonno di Luigi…, sotto il ponte e si formavano le squadre di due, quattro o sei concorrenti che davano il via alla gara facendo ruzzolare i ruzzichi giù per il fosso fino alla quercia di Tirillo o alla noce di Caloisi.
Spesso, al tempo in cui il signor Giovanni era un baldo giovanotto, intorno agli anni ’20, si giocava utilizzando una pizza di pecorino, ovviamente ben stagionato, che si faceva rotolare tra sassi e buche per raggiungere il traguardo e così, se la pizza di formaggio era ancora integra, il vincitore o i vincitori provvedevano a consumarla per festeggiare!
La tecnologia di oggi sarà pure bella ma la creatività dei nostri nonni aveva una marcia in più!
Il gioco era molto popolare, seguitissimo e si formavano vere e proprie tifoserie che nulla avevano da invidiare, per calore e partecipazione, a quelle attuali per il gioco del calcio.
Ma forse la parte più bella era quella che seguiva la gare, quando si organizzava «la passatella», un complesso rituale che oggi è ancora in uso quando si gioca a carte.
La «passatella» si organizzava alla fine della gara dei ruzzichi; si facevano dei tiri per decidere chi doveva comandare la «passatella». Chi faceva il tiro migliore comandava la «passatella» e poi c’era un «secondo» che in effetti era quello che aveva più capacità decisionale! In palio c’era, ovviamente, un premio che era un buon fiasco di vino. Chi comandava la passatella poteva bere quanto vino voleva ma, se voleva offrirlo, doveva avvalersi del parere del secondo che era l’unico a poter offrire una buona bevuta agli amici o alla tifoseria che aveva seguito con entusiasmo sia la gara dei ruzzichi sia i tiri per aggiudicarsi la «passatella».
Queste tradizioni sembrano scomparse dalle nostre zone anche se  da qualche parte, in  Italia, ancora si pratica il gioco della ruzzica. Forse il nostro parlarne richiamerà alla mente di qualcuno quei vecchi giochi che tanto hanno contribuito a rallegrare le serate di anni fa e contribuirà a far capire alle nuove generazioni che si può stare insieme e divertirsi in modo sereno e coinvolgente.
T. A.
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