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Gente della nostra terra
Inviato da : admin Mercoledì, 22 Novembre 2006 - 15:42
Gente della nostra terra
di Walter Festuccia

Quando tracciamo la nostra firma a conclusione di una scrittura per riconoscere il contenuto come proprio o comunque per approvarlo noi opponiamo una sigla che ci identifica e ci fa riconoscere da chi ci legge.
Scriviamo perciò il nostro nome e cognome.
Per cognome s’intende il nome di famiglia alla quale un individuo appartiene e che si tramanda di padre in figlio. La parola deriva dal latino ***** nomen nel senso che si fa seguire al nome per meglio contraddistinguerlo.
La curiosità sull’origine di una famiglia e quindi sulla storia di un casato deve partire dallo studio del suo cognome e dall’analisi dei vari rami familiari che, anche in luoghi ed in tempi diversi, sono stati contraddi-stinti da quel cognome, nella sua forma originaria o in una delle sue forme alterate e derivate.


Presso i Romani, un individuo poteva essere identificato da quattro diversi nomi tra i quali il cognomen indicava la familia, ossia uno dei rami in cui si era suddivisa la gens originaria. In Italia, dopo la caduta dell’Impero Romano e la diffusione del Cristianesimo, ogni persona fu individuata dal solo nome personale di battesimo.
Tra il X e l’XI secolo cominciò a rendersi nuovamente necessario distinguere tra loro gli individui con lo stesso nome personale ed identificare tutti quelli appartenenti alla medesima discendenza. Nacque così il cognome moderno, che poteva essere originato dal nome paterno o materno, da un soprannome, dalla nazione o dalla località di provenienza, dal mestiere o dalla professione.
Vi siete mai domandati l’origine del vostro casato, l’origine del vostro cognome?
Uno studio accurato sulle famiglie illustri della nostra terra è stato fatto da Ugo Valeri, pubblicando il suo testo storico «Gente e Castelli Sabini».
Molte famiglie del nostro territorio hanno origini dalle antichissime «Gentes» romane.
La famiglia SCRIMITORI fu una nobile famiglia di Lugnano, estintasi nel XVI secolo con Paolo che morì a Roma nel 1553.
Egli fu sepolto nella chiesa di S. Maria in Aracoeli e sopra la tomba si legge ancora il paese di origine del defunto: Lugnano.
Alla famiglia MASCI, originaria di Ascoli Piceno, appartenne Girola-mo Masci, nato a Lisciano di Ascoli nel 1230.
Egli studiò prima a Perugia, poi entrò nell’ordine dei Conventuali Minori e insegnò a Roma filosofia e teologia.
Nel 1274 diventò Ministro Generale del suo Ordine; fu Ambasciatore presso l’imperatore Michele di Costantinopoli; diventò cardinale nel 1278 e Vescovo di Palestrina nel 1281.
Salì al Pontificato con il nome di Niccolò IV il 22 febbraio 1288.
Egli si ritirò a Rieti per sottrarsi alle sommosse e ai tumulti che avvenivano a Roma.
Lavorò per eliminare le discordie fra il re di Francia e quello d’Inghilterra; fondò l’Università di Montpellier.
Morì a Roma il 4 Aprile 1292 e fu sepolto in santa Maria Maggiore.
Altri notevoli membri di questa famiglia furono Giacomo, Sindaco e Procuratore di Cittaducale che il 4 giugno 1377 firmò il trattato di pace stipulato fra la nostra comunità e Rieti, Giovanni, Trailo e Carlo più volte Priori della città di Rieti.
La famiglia PASSI, di origini abruzzesi, oriunda da Inanella, frazione di Torricella Sicura.
Abbiamo notizie di essa e del suo capostipite Berardo, vivente nell’anno 1348.
La famiglia FARAGLIA, oriunda di Sulmona, di stirpe longobarda ebbe origine da tale FARAWALDE, fino a tutto il secolo XVI conservò la for-ma di Faralio e quindi Faralia a Faraglia.
Di questa famiglia  è da ricordare Marzio, insigne giureconsulto, che fu Agente di Margherita d’Austria, morto a Roma il 15 Marzo 1580, ed il fratello Pacifico, Abate della Collegiata di S. Croce di Lugnano.
Da  ricordare Bernardino, anch’egli sacerdote che fu per cinquant’anni parroco di Lisciano, ove morì il 28 Novembre 1775 all’età di settantacinque anni.
Della famiglia CAVALLI di Vazia, originaria di Teramo ove ebbe vasti possedimenti, se ne hanno notizie fin dalla prima metà del XIV secolo con Angelo Cavalli facoltoso possidente.
La famiglia LUCIANI, antichissima famiglia oriunda da Accumuli di cui Lorenzo fu uno dei 32 fondatori e legislatori (1211) e Giacomo che fu consultore. Questa famiglia abitava nel quartiere di San Lorenzo e si trasferì a Lisciano verso la fine del XVI secolo.
La famiglia CAMPANELLI di Vazia, di origine sannitica, e la famiglia MATTEOCCI di Lugnano, dettero entrambe vari uomini al governo del paese.
La famiglia FABRI, originaria del territorio aquilano e trapiantata a Lugnano da Antonio, il quale è ricordato come insegnante di gran diligenza; egli dal 1486 al 1494 fu maestro di grammatica nelle scuole di Rieti. Sempre a Rieti, il Cav. Valentino Fabri, dal 1591 al 1598, fu 3 volte nominato Priore. Questa carica in seguito la ricoprirono altri membri della famiglia: Giuseppe, Francesco e Vincenzo.
Della famiglia MUNALLI, originaria di Rieti ne abbiamo menzione fin dal principio del XV secolo.
San Bernardo Munalli nel 1421 era Priore di Rieti.
La famiglia MAURIZI, originaria di Tolentino, che dette condottieri e capitani valorosi, fra i quali Niccolò che nel 1424 militava sotto il generale Jacopo Caldora nella difesa dell’Aquila, contro le forze di Braccio Fortebraccio e di Niccolò Piccinino; Balduino, figlio di Nicco-lò, che servì Sigismondo Malatesta, in nome del quale nel 1439 prese possesso di Pergola.
La famiglia VALERI trae origine dall’antichissima gens Valeria romana consolare. Alla fine del XVII secolo a Bolsena possedeva ancora l’antica casa situata nella via chiamata «il Borgo».
Fin dalla metà del XI secolo aveva vasti possedimenti che dalla valle di Lisciano (includendo la Villa S. Cataldo) arrivavano fino a Cantalice.
In un documento dell’anno 1078, riportato nel Regesto Farfense, in cui Rainone di Rainone dona al Monastero alcuni beni situati in luogo detto «Arnarius», sono indicati quali confinanti gli eredi di Benedetto Valeri.
Di questa famiglia ricordiamo il Conte Roberto Valeri, che nel 1326 con l’armata angioina combattè prima in Sicilia, poi in Toscana e quindi in Liguria, insieme ai Guelfi di Genova contro Castruccio Castracani.
La vita di questa famiglia si svolse principalmente a Roma e a Bologna.
Verso la metà del ’700 si trasferì nei pochi beni che ancora possedeva nella Villa S. Cataldo.
Il primogenito della famiglia Valeri, Domenico Antonio, fu sacerdote di S. Maria del Passo in Vazia.
Queste pagine che avete letto, cari lettori, sono unicamente frutto dell’attento, profondo e amoroso studio di Ugo Valeri.
Lo scopo di queste brevi tracce prese dal libro «Gente e Castelli Sabini» del Valeri è quello di far conoscere al mio popolo le loro origini.
Perdonatemi se non ho menzionato altre distinte famiglie  ancora esistenti in quanto  me ne mancano notizie ed il tempo avaro non mi permette di farne ricerche.
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