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Ricordando ALBERTO
Inviato da : admin Mercoledì, 22 Novembre 2006 - 16:13
Ricordando
Alberto

di Pietro Ratti (Presidente C.A.I. Rieti)
Il 5 agosto in un incidente con l’aliante è deceduto Alberto Bianchetti, amico fraterno e compagno di mille avventure nelle montagne di tutto il mondo.
Senza fare della facile retorica lo voglio ricordare per quello che ha fatto e rappresentato per il C.A.I. di Rieti.


Alberto ha dedicato gran parte della sua vita alla Sezione del C.A.I., sia sotto l’aspetto alpinistico che sotto quello organizzativo, ed è stato il principale artefice e protagonista di tutti i numerosi e importanti successi che l’attività sezionale ha conosciuto in questi ultimi trent’anni, sia sul piano nazionale che su quello internazionale. Descrivere anche sommariamente l’attività alpinistica di Alberto è impossibile. Le sue imprese spaziano dall’apertura di vie di roccia sul nostro Terminillo alle vie più difficili sull’Appennino, alle grandi imprese sulle Alpi, alle spedizioni extra-europee. Nella maggior parte di queste imprese egli è stato l’ideatore, l’organizzatore, il trascinatore, spesso il capocordata. Ha speso molti anni della sua vita per portare persone in montagna ed insegnare loro l’amore per i monti, le tecniche dell’arrampicata, dell’escursionismo ad alto livello estivo ed invernale. Quasi tutti i soci della Sezione che hanno svolto attività alpinistica di qualche rilievo, almeno quelli al di sotto dei sessant’anni, si possono considerare suoi allievi, hanno iniziato ad andare in montagna con lui, da lui hanno imparato i primi elementi, quelli essenziali, quelli che poi rimangono, dell’arte per salire sui monti. Alberto è stato quello che più di ogni altro ha contribuito a formare il materiale umano che compone questa Sezione.
La sua attività organizzativa è stata pari a quella alpinistica: vicepresi-dente della Sezione fin dal 1968, ne è stato consigliere per una trentina d’anni e più volte Presidente. Ma, soprattutto, è stato l’artefice della formazione di tutti i gruppi che operano nell’ambito del CAI: dalla Stazione di Soccorso Alpino al Gruppo Roccia, al Gruppo scialpinismo. Di tutti questi gruppi è stato il reggente o Capostazione, come nel caso del Soccorso Alpino. La sua attività si è quindi esplicata nell’organizzazione di corsi di alpinismo e di arrampicata, nella scoperta e sistemazione di palestre di roccia, nella ideazione e organizzazione di numerose gare, cui lui stesso ha partecipato per anni come concorrente, nell’organizzazione di manifestazioni che hanno richiamato a Rieti alcuni tra i più famosi alpinisti di tutti i tempi, come Messner, Bonatti, Casarotto, Diemberger.
Questa multiforme attività è stata accompagnata da una paziente e sapiente opera di raccordo tra la Sezione e gli Enti Pubblici e Privati della Provincia e della Regione, che ha consentito di accreditare l’immagine della Sezione stessa e di raccogliere gli indispensabili fondi necessari per mantenere aperti i nostri rifugi e per svolgere le numerose attività che lo sviluppo della Sezione richiedeva. Se oggi il CAI di Rieti può essere considerato un interlocutore credibile nel dialogo con gli Enti Provinciali e Regionali ciò si deve pressoché esclusivamente all’opera instancabile di Albero Bianchetti. Grazie Alberto.
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