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I Papi a Rieti
Inviato da : admin Martedì, 23 Gennaio 2007 - 14:44
I Papi a Rieti
Il capoluogo sabino e l’ala protettrice della Santa Sede

Fin dai tempi più antichi, Rieti si sistemò sotto l’ala protettrice della Santa Sede e vi è rimasta per millenni mostrando fedeltà e rispetto per la figura del Papa anche nei secoli più bui per le scorribande dei barbari o dei vari regnanti di diverse stirpi che volevano ottenere queste terre ricche e salubri.
In  antichi documenti si  legge che il primo Papa a soggiornare a Rieti fu Innocenzo I nel 410, ma dopo di lui, altri visitarono la città e spesso vi soggiornarono per periodi più o meno lunghi.
Certo nella memoria delle genti si ricordano occasioni particolari quale, ad esempio, il soggiorno reatino di Onorio III che si fermò in città per più di un anno e durante la sua permanenza consacrò la cattedrale, approvò la regola dei Carmelitani e ricevette San Francesco in visita.


In quella stessa cattedrale, cinquanta anni dopo, nel 1289, un altro papa, Nicolò IV, incoronò re di Sicilia e di Puglia  Carlo II.
Ma il papa che Rieti ricorda di più è sicuramente Bonifacio VIII perché è a lui dedicato l’arco di via Cintia.
Dopo la rinuncia al papato di Celestino V, Bonifacio era salito al soglio pontificio ma non era ben visto dalle potenti famiglie romane che non ne riconoscevano la carica. Così egli venne a Rieti per sfuggire ai vari raggiri e alle congiure e, una mattina, mentre celebrava la messa in cattedrale, avvertì una forte scossa di terremoto; si spaventò al punto tale da fare erigere, all’interno del cortile del palazzo vescovile, una tenda da campo dove poter soggiornare e dormire con più sicurezza. Inoltre ordinò la costruzione di un arco che puntellasse il palazzo ve-scovile ed evitasse il suo crollo per eventuali altre scosse telluriche. E quell’arco è ancora lì, in via Cinzia ed è detto appunto Arco di Boni-facio VIII.
Nell’età moderna ci furono alcune controversie perché nel 1502 fu istituita come sede vescovile anche Cittaducale e di ciò i Reatini non furono contenti.
Questo dissapore si protrasse per anni finché, nel 1818, papa Pio VII soppresse la sede vescovile di Cittadu-cale ma incorporò il territorio nella diocesi dell’Aquila.
Nella nostra Valle Santa i papi sono venuti spesso e con gioia, vi hanno soggiornato spesso ma nella nostra memoria è ancora vivo il ricordo della visita di Giovanni Paolo II che venne in città in occasione dell’VIII centenario della nascita di San Francesco, invitato dall’allora vescovo, monsignor Amadio.
Fu una giornata bellissima vissuta insieme ad una delle più belle figure dei nostri tempi, un papa che ha parlato ai nostri cuori e intorno al quale si strinsero tutti con affetto e amor filiare.
                          T. A
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