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Associazionismo e volontariato uguale a fratellanza
Inviato da : admin Martedì, 06 Febbraio 2007 - 07:29
Associazionismo e volontariato uguale a fratellanza

In questi ultimi anni si sta risco-prendo l’importanza di creare dei gruppi di associazioni di volon-tariato che stanno facendo rinascere la cultura della fratellanza. In effetti durante i periodi di crisi economica e di sfiducia sociale, si tende a creare la coesione che porti a superare gli eventi e le difficoltà nella speranza di un domani più rigoglioso.
L’Aipa, Associazione Italiana Pazienti Anticoagulanti, rappresenta uno dei fiori all’occhiello che opera sul nostro territorio all’interno dell’Ospedale de Lellis di Rieti. Nata a Padova nel 1987 per iniziativa di pazienti e alcuni medici con caratteristiche di volon-tariato tra medici, paramedici e persone malate, questa realtà prende piede a Rieti nel 1991 per merito del presidente signor Enzo Spadoni, andando ad arricchire l’elenco della Feder.-Aipa che attualmente conta 64 sedi in Italia.


Per capire di cosa si occupa l’Aipa, dobbiamo innanzitutto definire il target su cui va a puntare, ovvero il paziente che per vari motivi, legati a una patologia di base, deve ricorrere all’uso di farmaci anticoagulanti che in generale allungano il tempo con cui l’organismo produce coaguli.
I deputati all’uso di questa tipologia di medicinali sono ad esempio le persone colpite da un primo episodio di trombosi, ictus cerebrale, embolia polmonare, trombosi venosa profonda, infarto del miocardio, o che sono a rischio, come coloro che hanno subito interventi all’apparato cardiovascolare.
L’associazione ha sede presso il laboratorio analisi del S.Camillo, grazie alla grande disponibilità dimostrata dal prof. Enrico Zepponi, direttore dell’Unità operativa, e dalla dott.ssa Erminia Gentileschi, responsabile del settore anticoagulanti.
La realtà reatina lavora a un livello molto alto, e ogni giorno deve far fronte a un numero di prestazioni in continua crescita e che attualmente è pari a 1200 unità.
L’integrazione di una struttura prettamente volontaria di non addetti ai lavori presso un’unità operativa ospedaliera, si è rivelata proficua; infatti il paziente ha sì la necessità del massimo livello di professionalità medico-infermieristica, ma ha bisogno anche di rapporto umano, la spalla che solo chi vive un’analoga situazione di disagio può fornire.
É necessari quindi che la coscienza comune che lega le persone a un analogo destino, si trasformi in strumento per il più debole e che non si guardi al proprio male come un evento penalizzante, ma come a un’arma che serva a combattere le difficoltà insieme.
In questi anni il Sig. Spadoni ha formato un nutrito gruppo di volontari che opera mettendo in pratica i più sani principi di fratellanza e umanità che volano alto al di sopra di ogni credo, cultura ed etnia.
Da molti anni infatti l’Aipa di Rieti collabora regolarmente con altre associazioni di volontariato, in primo luogo l’Alcli, con la Presidente Santina Proietti attualmente impegnata in prima linea per favorire lo sviluppo e la ricerca.
Lo spirito che spinge innanzi sigle come l’Aipao l’Alcli è quello del volontario, cioè di chi pone se stesso gratuitamente a disposizione della Comunità per un servizio da rendere a chi vive situazioni di bisogno, senza venir meno ai suoi doveri civili.
Il lavoro del volontario richiede un impegno continuo e costante e il più delle volte svolto nell’ombra, senza le luci della ribalta popolare, criticato da molti, facendo proprie parole come carità e condivisione. Il volontariato opera al di sopra per un bene comune e universale, impegnandosi come nel caso dell’ Aipa in corsi di formazione e donando le più semplici informazioni ai pazienti che fanno uso di farmaci anticoagulanti per riuscire a convivere con una patologia che presenta mille disagi quotidiani.
Basti pensare alla definizione di anticoagulante, ovvero in maniera molto semplicistica farmaco che allunga il tempo con cui l’organismo produce coaguli; immaginate un paziente che deve farsi la barba e si taglia, oppure che deve curare una carie, o che si produce un’escoriazione, avrà a seconda della gravità delle emorragie più o meno accentuate, che non devono assolutamente cogliere impreparati né paziente né familiari.
L’impegno della sezione reatina dell’Aipa riesce quotidianamente, con mezzi limitati, ma con l’immensa volontà di tutte le persone che orbitano intorno, ad andare oltre. Questo ha spronato la generosità della Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti che per mano del presidente, l’avv. Innocenzo De Santis, e del dott. Mauro Cordoni, ha donato degli Holter, strumenti di rilievo per il monitoraggio della funzionalità cardiaca.
In passato il controllo continuo di alcuni pazienti portava a liste di attesa veramente lunghe; oggi sicuramente c’è ancora molto da fare, e tanti sono coloro che vedono molti più lati negativi che positivi della propria malattia, che si innervosiscono per ritardi di qualche giorno, ma possiamo serenamente dire che la realtà reatina, rispetto alle unità complesse delle grandi città, presenta le caratteristiche di una famiglia e tutti dovrebbero dare il loro piccolo contributo finalizzato a far sì che la nostra casa sia sempre accogliente e dotata della strumentazione necessaria.
Sul nostro territorio va anche ricordata la sezione Aipa dell’Ospedale «Marini» di Magliano Sabina, che opera soprattutto per evitare disagi alle persone più lontane dal capoluogo, ma che in simbiosi corre verso la medesima meta.
Fabrizio Salvati
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