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Santa Barbara: la fiera a Rieti
Inviato da : admin Sabato, 10 Marzo 2007 - 08:21
Tradizioni di casa nostra
Quattro dicembre, Santa Barbara: la fiera a Rieti

Nel folklore e nella tradizione popolare reatina un posto d’onore lo ha la fiera di Santa Barbara: è una usanza antica, comune a tutti i paesi italiani, che si tramanda da secoli e pure in quest’epoca così tecnologica e consumistica, resiste perché ha una sua valenza religiosa e sociale.
Quando ancora non vi erano negozi o centri commerciali erano proprio le fiere il momento migliore per un  proficuo scambio commerciale e di  esperienze ed idee.
Fin dall’antichità il commercio ha avuto bisogno di un luogo in cui era possibile lo scambio di merci e i momenti migliori erano le varie festività, pagane prima, cristiane poi, che richiamavano un notevole numero di persone nel luogo di culto per rendere il dovuto omaggio al santo festeggiato. 

Così, nel giorno stabilito per la festa o per la processione o per la ricorrenza religiosa, ecco arrivare, di buon mattino, artigiani, commercianti o semplici cittadini intenzionati a mettere in mostra, per la vendita, i propri lavori; spuntavano banchetti, bacheche e piani di esposizione ed era piacevole passeggiare ammirando stoffe, arredi domestici, utensili, cibo o quant’altro vi era esposto.
Al giorno d’oggi è possibile trovare di tutto nei centri commerciali che sono spuntati numerosi come funghi dopo la pioggia, ma fino a venti anni fa erano le fiere il momento migliore per l’acquisto di ciò che serviva o anche di prodotti non facilmente reperibili nei negozietti di paese ed era dunque anche il momento in cui era possibile esporre il proprio prodotto e cercare di venderlo ad un prezzo ragionevole e poter così acquistare qualcosa di utile .
Dai paesi si partiva per raggiungere Rieti in tempo utile per montare il banco d’esposizione o semplicemente per esserci e così non era difficile vedere l’impagliatore che completava una sedia o una donna che filava o anche un funambolo che divertiva i bambini che accorrevano numerosi e si divertivano ad osservare il gran movimento di gente, le luci, i vari prodotti esposti ed erano felici quando i genitori compravano loro un mandarino dolce e profumato!
La festività della santa patrona di Rieti cade anche in prossimità del Natale e le donne, già qualche tempo prima della fiera segnavano quello che avrebbero potuto comprare in fiera e rendere così più speciale il Natale in famiglia.
Oggi tutto è cambiato, possiamo trovare tutto ciò che vogliamo in qualsiasi momento e in qualunque negozio o supermercato eppure la fiera di santa Barbara ha ancore il suo fascino e la gente accorre numerosa da tutte le zone del circondario per una visita alla fiera e nessuno ritorna a casa a mani vuote!
Ma chi va in fiera non manca di far visita, in cattedrale, alla Santa protettrice degli artificieri, dei vigili del fuoco e dei minatori.
Barbara era nata a Nicomedia ma poi con la famiglia si trasferì a Scandriglia dove il padre aveva un incarico pubblico. Si convertì alla fede cristiana e per sfuggire all’ira del padre si rifugiò in un bosco ma fu arrestata e sottoposta ad un lungo processo. Poichè si rifiutò di abiurare la propria fede fu torturata poi, il quattro Dicembre, fu decapitata dallo stesso padre che, però, fu colpito da un fulmine.
Ed è per questo che la saggezza popolare invoca Barbara contro fulmini, fuoco e morte improvvisa e Santa Barbara è chiamato il deposito delle munizioni sulle navi da guerra.
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