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«Orizzonti»: consuntivo di un anno
Inviato da : admin Sabato, 10 Marzo 2007 - 08:44
«Orizzonti»: consuntivo di un anno
Era ieri ed è stato subito domani. Tutto è passato molto in fretta.
È trascorso un anno da quando in armonia con l’Amministrazione dei Beni Civici di Vazia decidemmo di dar vita a questo periodico che tanti consensi ha incontrato nel corso dei giorni. Se qualche critica c’e stata ci ha aiutati a crescere.
È stato il nostro un lavoro di equipe basato sull’entusiasmo e sulla ricerca: due cose che la redazione e i vari collaboratori hanno saputo coniugare con intelligenza ed amore, dando ad «Orizzonti» credibilità e concretezza.



Il periodico, in questi 12 mesi, ha dato alla luce 5 numeri per una «tiratura» di 25 mila copie (5 mila per ogni «uscita»).
Ha raggiunto attraverso il lavoro degli uffici postali, tutto il comprensorio di Vazia, Lisciano, Terminillo, Lugnano, Cupaello, Castelfranco, Madonna del Passo ed altre località limitrofe. È approdato in varie zone di Roma, ed è stato diffuso su tutta la provincia di Rieti.
Il lavoro sin qui compiuto si è estrinsecato attraverso 140 servizi giornalistici, 200 fotografie e il contributo di 27 inserzionisti che, con la loro «presenza» hanno supportato egregia-mente «l’economia» di Orizzonti. Il nostro «sito» ha registrato, in soli tre mesi, oltre 20 mila visitatori.
Abbiamo raccantato storie di vita vissuta, fatti, costume, personaggi e varia umanità che in qualche modo hanno interessato la nostra linea editoriale. Un lavoro capillare a 360 gradi.
Certamente il tempo «ruga» i volti e gli accadimenti della vita segnano l’anima ma è stato importante riproporre per non dimenticare. Tante foto, dicevamo, per ricordare; e poi è vero la vita è ricordo.
Molte persone attraverso le nostre pagine hanno riscoperto storie di antenati sopite nel tempo, altri rivissuto i momenti della gioventù in un caledoscopio di immagini e colori. Un revaival dell’anima e della mente. È stato un lavoro d’impegno, ma gratificante, che ci ha fatto conoscere più da vicino il territorio in cui operiamo e viviamo. Un territorio fatto di gente laboriosa e simpatica con il senso della dignità e del decoro.
Potevamo fare di più? Forse! Sappiamo di avere dei limiti. Willy Brandt, statista e premio Nobel, alla fine si è giustificato: «Ho fatto quello che ho potuto». Anche noi.
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